Beamat – Smart Working nella PA: ecco tutti i vantaggi.

I vantaggi dello Smart Working nella Pubblica Amministrazione

I vantaggi dello Smart Working nella Pubblica Amministrazione

Beamat – Pubblica Amministrazione - Smart Working - Lavoro Agile | Beamat

Nei giorni passati abbiamo parlato di Smart Working, di come funziona, di quali sono i rischi dello Smart Working, ma anche quali sono tutti i suoi vantaggi, ponendo l’attenzione soprattutto sul lavoro da casa per liberi professionisti e aziende private.

Oggi approfondiamo invece il lato del lavoro da casa nella Pubblica Amministrazione, e scopriamo perché lo Smart Working è la migliore soluzione per chi lavora nella PA e come fare a guidare il proprio ufficio verso il Lavoro Agile.

Come funziona lo Smart Working nella Pubblica Amministrazione

Nell’ambito della PA lo Smart Working è regolamentato da un decreto legge, il n.6 del 23 febbraio 2020, che incentiva e agevola l’accesso allo Smart Working per gli enti che operano nella Pubblica Amministrazione.

Si chiama Direttiva Dadone, e prende il nome dalla sua promotrice, la ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, che l’ha indetta nel contesto di emergenza creato dal COVID-19, ma che in generale delinea il potenziale inizio di una nuova epoca per quanto riguarda le modalità di lavoro nella Pubblica Amministrazione.

Questa direttiva stabilisce appunto che il Lavoro Agile è “applicabile in via automatica ad ogni rapporto di lavoro subordinato nell’ambito di aree considerate a rischio nelle situazioni di emergenza nazionale o locale nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni e anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti”.

Questo decreto, quindi, dà una spinta al Lavoro Agile, più comunemente detto lavoro da remoto o Smart Working, all’interno della Pubblica Amministrazione, invitando gli uffici di tutti gli enti ad adeguarsi al più presto a questa nuova modalità, che non solo aiuta a proteggere le persone in questo stato di emergenza sanitaria, ma migliora la qualità e la produttività del lavoro, migliorando di conseguenza anche il servizio pubblico e il lavoro svolto dai singoli enti.

Così, anche grazie al Decreto Cura-Italia, lo Smart Working diventa la regola nella Pubblica Amministrazione per tutta la durata dell’emergenza, e la nostra speranza è che diventi la norma anche al termine di questa emergenza, considerando i grandi vantaggi dello Smart Working per la produttività nel lavoro, e considerando che ormai già da tempo la PA sta affrontando una vera e propria Rivoluzione Digitale, avviandosi sempre di più verso questa nuova frontiera del lavoro.

Perché lavorare in Smart Working è meglio?

Lavorare in modo flessibile, sia per quanto riguarda gli orari che il luogo, è ormai appurato che migliori la qualità del lavoro e il work-life balance, ossia la qualità della vita in rapporto al lavoro che si svolge.
Questo l’hanno compreso anche le istituzioni che, già nel giugno del 2017, con la legge 81/2017, anche conosciuta come Jobs Act sul lavoro autonomo, hanno presentato misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a fornire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato, disciplinando il Lavoro Agile in Italia e aiutando gli enti pubblici e i loro dipendenti a trovare la migliore modalità di Smart Working, sia in termini di vantaggi che di protezione.

La regolamentazione del lavoro da remoto, infatti, aiuta anche a tenere i lavoratori al sicuro da eventuali minacce e attacchi digitali che possono invece mettere a repentaglio la protezione di chi opera in Smart Working.
Questa maggiore sicurezza ha probabilmente contribuito ad invogliare gli enti della Pubblica Amministrazione ad adottare questo nuovo modo di lavorare: secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, infatti, il 60% di chi nella PA ha avviato progetti di Smart Working l’ha fatto proprio su stimolo della normativa, mentre invece solo il 23% aveva già introdotto il Lavoro Agile tra le sue modalità operative.
Esattamente il contrario delle imprese: se da un lato solo il 17% è stato stimolato dalla normativa, ben l’82% aveva già introdotto lo Smart Working nella propria azienda, a riprova di quanto conveniente sia lavorare da casa.

Ovviamente ci sono anche ostacoli e svantaggi, come ad esempio la poca abitudine dei dipendenti pubblici a questa modalità di lavoro, ma soprattutto i pericoli legati alla sicurezza digitale.
Come fare quindi a preparare al meglio i propri dipendenti alla modalità Smart Working?
Come fare a proteggere dalle minacce digitali chi lavora da casa?

Come applicare lo Smart Working alla Pubblica Amministrazione?

Il modo migliore per guidare i propri dipendenti verso la modalità di lavoro da remoto, che un domani potrebbe diventare la norma a prescindere dalla situazione di emergenza in cui siamo, e di tenerli al sicuro da eventuali attacchi e minacce digitali è sicuramente quello di formarli con corsi appositi.

Alcuni esempi di corsi per imparare a lavorare in Smart Working sono:

Assistenza e supporto per guidare la PA verso lo Smart Working

Beamat è a disposizione per aiutare gli enti della Pubblica Amministrazione ad applicare al meglio le modalità di Smart Working e assistere i dipendenti in questa delicata ma fondamentale transizione verso un nuovo modo di lavora, migliore e innovativo.

Non esitate quindi a contattare il nostro staff a info.corsi@beamat.it

Vi aspettiamo!

Articolo di BEAMAT
BEAMAT
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