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Quali sono le competenze professionali di un Project Manager

Quali sono le competenze professionali di un Project Manager e come qualificarsi

Feb 01/Alice Bellini
Quali sono le competenze professionali di un Project Manager e come qualificarsi

Quella del Project Manager è una figura sempre più ricercata a livello professionale, ma che per lungo tempo è stata ricoperta da professionisti che non disponevano delle giuste competenze, ma soprattutto delle giuste qualifiche, e che si spacciavano per PM in base alle loro precedenti esperienze professionali.

Così, nel tempo, al fine di tutelare i veri Project Manager, con tutte le loro carte e certificazioni in regola per ricoprire un ruolo di questo tipo, le regolamentazioni in merito sono diventate sempre più specifiche, chiare e intransigenti, mettendo nelle condizioni sia i professionisti sia i loro datori di lavoro di operare in maniera regolamentata e protetta.

Queste certificazioni non servono solo per potersi guadagnare il titolo di Project Manager, ma per mantenerlo nel tempo, aggiornandosi professionalmente sulle tantissime novità, strumenti e regolamentazioni che caratterizzano questa professione ogni anno.

Beamat, azienda leader in Italia nella formazione e nell’aggiornamento professionale nell’ambito del management, nonché Test Center certificato di AICA - Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, ha deciso di parlare oggi sul suo Blog proprio di quali sono le caratteristiche che un Project Manager deve avere.
Non solo esamineremo il profilo professionale di questo ruolo, ma anche quali sono le qualifiche professionali di un Project Manager certificato, oltre che il valore di tale certificazione.

Le competenze di un Project Manager

Come abbiamo detto, quella del Project Manager è una professione ormai qualificata nel quadro normativo del nostro Paese.
Grazie alla norma UNI sul ruolo del Project Manager e alle direttive della legge 04/2013, esiste oggi un Albo professionale dei Project Manager, come a livello internazionale esistono diverse realtà che ne regolano le abilità e le competenze, rendendo questa figura professionale spendibile anche in altre nazioni, senza il rischio di incappare in truffatori.

Quali sono quindi le competenze necessarie per diventare un Project manager?

Innanzi tutto, bisogna capire cos’è un progetto.
Un Project Manager qualificato sa che un progetto non è la realizzazione di un singolo prodotto o la fornitura di un unico servizio.
Un progetto ha un obiettivo più ampio, che comprende diversi prodotti e/o servizi e che ha come scopo finale quello di soddisfare il cliente e mantenerlo tale nel tempo.

Si può quindi dire che un progetto ha come fine ultimo quello di soddisfare il cliente a cui è rivolto durante tutto il processo, dalla sua concezione e realizzazione, fino alla sua fruizione finale, che deve mantenersi di alta qualità nel tempo.
Proprio per questa sua natura, un progetto ha bisogno di una figura professionale adeguatamente preparata che lo segua e se ne occupi in maniera continuativa: il Project Manager, appunto.

Ne consegue quindi spontaneamente che chi ricopre questo ruolo deve essere in grado di agire sotto più punti di vista, conciliando diversi aspetti di uno stesso progetto, sia a livello logistico-amministrativo, che economico e umano.
Quale responsabile della conduzione operativa di un progetto, il PM non si limita quindi a supervisionare, bensì è il primo componente di un team di lavoro che viene da lui guidato, ispirato e gestito sotto ogni punto di vista.

Non importa quando un obiettivo sia nuovo e visionario, il Project Manager, grazie alle sue qualificazioni, è colui che detiene le giuste caratteristiche per:

  • Essere il responsabile della riuscita di un progetto
  • Essere responsabile della qualità del progetto stesso
  • Gestire economicamente il progetto
  • Gestire i rischi legati al progetto
  • Integrare e coordinare tutti i professionisti e gli stakeholders coinvolti nel progetto
  • Gestire le risorse materiali e immateriali del progetto
  • Gestire le risorse umane a prescindere dalla loro eterogeneità
  • Negoziare con i fornitori
  • Dialogare con i clienti
  • Time Management
  • Problem Solving
  • Team Building
  • Business Improvement

Negoziato, comunicazione e leadership sono quindi alla base di questo lavoro, che ha come fine ultimo il coinvolgimento adeguato e permanente di moltissime risorse, sia a livello materiale che umano, tutte mirate al raggiungimento degli obiettivi del progetto.

Si può quindi dire che le macroaree di competenza di un Project Manager sono tre: tecnica, personale e leadership.

Ci sono poi le competenze sociali di un Project Manager.
Basta davvero essere in possesso delle giuste credenziali e certificazioni per diventare un Project Manager?
Queste rappresentano un primo e fondamentale step, ma la risposta è no.
Esse infatti non sono sufficienti per assicurare la capacità di un professionista di avere il controllo su tutti gli aspetti che possono intervenire durante un progetto.

Il modo in cui un Project Manager gestisce i rapporti personali con i propri collaboratori, clienti e stakeholders di un progetto è altrettanto importante.
È qui che si comincia a parlare di competenze sociali, ovvero la capacità di una persona di interagire in maniera sana, costruttiva ed empatica con il resto del mondo, professionale o personale che sia.
Il così detto “umano”.

Si lascia quindi il campo delle hard skills di un Project Manager per addentrarsi nelle social skills di un Project Manager, anche dette soft skills appunto, legate ad atteggiamenti di fondo e finezze comportamentali che possono fare la differenza nel successo di un progetto.

Le soft skills di un PM sono quindi, ad esempio, competenze come:

  • Capacità di comunicazione empatica e costruttiva
  • Capacità di negoziazione
  • Capacità di leadership
  • Capacità di Problem Solving e Decision Making all’interno di un team

Il valore delle certificazioni di Project Manager

Come abbiamo detto, con l’arrivo di normative che hanno regolamentato questa figura professionale, al punto tale da permettere la creazione di un Albo, il valore delle certificazioni che permettono di diventare un Project Manager sono prima di tutto abilitative e professionali.

Senza di esse, un professionista non potrebbe presentarsi come Project Manager, indipendentemente dalle esperienze lavorative maturate negli anni e dalle sue skills.
Un Project Manager è tale perché ha studiato per esserlo, assicurandosi di avere tutte le qualificazioni necessarie per dimostrarlo.

Si tratta di certificazioni che rispettano standard ben precisi e che si rifanno a linee guida internazionali per il Project Management, permettendo così ai veri professionisti di far valere i propri studi e svolgere il proprio lavoro in maniera tutelata.

Se da una parte infatti queste certificazioni possono risultare come un investimento economico e di tempo che molti professionisti preferirebbero evitare, non è affatto così.
È grazie a queste regolamentazioni che un professionista può spiccare tra tanti e assicurarsi che il proprio ruolo non venga svalutato nel tempo, anzi.

Le certificazioni che garantiscono il profilo professionale di un Project Manager danno la possibilità al singolo di avere una migliore reputazione all’interno della propria comunità professionale, di essere tutelato a livello legale rispetto ai propri diritti e ai propri doveri, come anche di avere più chiaro quali sono i margini di miglioramento della propria professione.

È da qui che nascono anche i processi creativi che permettono ai Project Manager più visionari di individuare ed ideare nuove strategie di lavoro e nuove skill per poter svolgere il proprio mestiere in maniera ancora più efficace e sicura.

Al contempo, si tratta di una garanzia anche per le aziende che hanno bisogno appunto di coinvolgere un Project Manager all’interno delle loro risorse umane.
Grazie a queste certificazioni, possono accertarsi delle reali skill di ogni singolo candidato, presentarsi loro stesse come aziende caratterizzate da personale valido e alta qualità, aumentare la fidelizzazione sia dello staff che del cliente e migliorare in generale i processi di delivery.

Assumendo o collaborando con un Project Manager certificato, l’azienda stessa avrà chiari di rimando i suoi diritti e i suoi doveri, garantendo un circolo virtuoso a livello operativo-professionale, dove tutte le parti possono operare nel massimo dell’efficacia, della professionalità e, soprattutto, della produttività.

Come fare a certificarsi come Project Manager

La specializzazione professionale in Project Management è una specializzazione che avviene in un secondo momento.
Dopo aver preso una laurea oppure un master in un corso di studi propedeutico a questo tipo di professione, subentra poi la specializzazione, che può avvenire in due modi: o attraverso un master universitario, oppure con una certificazione “privata”, sostenendo un esame, spesso anche di valore internazionale, che permette appunto di accedere alle qualificazioni istituzionali ampiamente ricercate sul mercato del lavoro.

Queste certificazioni valgono inoltre come aggiornamento professionale per chi, già operante nel settore, abbia bisogno appunto di potenziare o aggiornare le proprie certificazioni, oppure ottenere un titolo ufficiale che non era precedentemente richiesto.

Qui potete trovare alcuni esempi dei corsi in Project Management e delle varie certificazioni utili per qualificarsi.

Per maggiori informazioni, non esitate a scriverci a formazione@beamat.it.

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