Beamat – Il Blog | Tutto quello che c’è da sapere sull’Industria 4.0

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Tutto quello che c’è da sapere sull’Industria 4.0

Tutto quello che c’è da sapere sull’Industria 4.0

Feb 21/Beamat
Industria 4.0: scopri subito sul Blog di Beamat tutto quello che c’è da sapere in merito e come aggiornarsi professionalmente per stare al passo coi tempi

Tutto ebbe inizio con i processi di digitalizzazione.
Come spesso abbiamo raccontato qui sul Blog di Beamat, dalla loro comparsa, strumenti digitali di vario genere hanno iniziato a modificare lentamente ma incessantemente la vita dell’uomo sotto ogni punto di vista: comunicazioni, educazione, attività quotidiane, spostamenti e, ovviamente, lavoro.

Quando i processi di digitalizzazione sono arrivati al settore manifatturiero, è lì che si è iniziato a parlare di Industria 4.0.

Ma cos’è esattamente l’Industria 4.0?
È sufficiente definirla in queste poche righe appena scritte, o è forse un concetto più complesso ed esteso di così?
Come funziona l’Industria 4.0? A cosa porterà?
Ma soprattutto, come fare a rimanere al passo coi tempi?

Oggi siamo qui proprio per affrontare tutti questi quesiti, e trovare una risposta che faccia chiarezza su questa nuova tematica, di cui si sente sempre più parlare e che sta rivoluzionando ogni giorno di più le vite di tutti noi.

Senza indugiare oltre, immergiamoci quindi subito alla scoperta dell’Industria 4.0 e di tutto quello che c’è da sapere in merito.

Tutto quello che c’è da sapere sull’industria 4.0

Anche detta Impresa 4.0, il fenomeno dell’Industria 4.0 non è semplicemente il processo di digitalizzazione nell’industria manifatturiera, ma un vero e proprio rinnovo della catena del valore, a partire dal quale cambia ovviamente anche il modo di lavorare e la natura dell’organizzazione all’interno di un’azienda.

Insomma, come un effetto domino, a partire dall’impiego di uno strumento digitale all’interno di un processo di produzione di un qualsiasi tipo di prodotto o servizio, si rivoluziona anche tutto il resto.

Ecco quindi che si parla di Quarta Rivoluzione Industriale e di smart manifacturing, laddove smart indica un nuovo modo generale di lavorare, organizzare e visualizzare un’impresa: la ridefinizione degli obiettivi è quasi immediata, potendo spostare la barra un po’ più in là e aprire le porte a nuove e innovative possibilità - ma vediamo di cosa stiamo parlando.

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Digitalizzazione e robotica sono la stessa cosa?

Non esattamente. La robotica è impiegata nell’industria manifatturiera già da prima dell’avvento del digitale e si tratta di tutti quei macchinari che svolgono azioni utili all’interno della filiera di produzione, e che sono gestite da esseri umani presenti direttamente sul posto.

La digitalizzazione delle filiere, invece, riguarda l’impiego di tecnologie avanzate che permettono l’adozione di una sensoristica molto più avanzata, che potenzia ciò che i robot - e ovviamente gli essere umani - già facevano, ampliando le possibilità di produzione, come anche la produttività vera e propria di una filiera.
La digitalizzazione genera dei processi esponenzialmente più sicuri e si distingue dalla “semplice” robotica grazie a un preciso e immancabile particolare: la connessione in remoto, o comunque la connessione internet.
Ciò che prima era computer e automazione, ora diventa un sistema cibernetico.
Tutti i sistemi sono in comunicazione tra loro grazie alla rete wireless e possono comunicare ed essere gestiti anche a distanza. Qui giace la vera rivoluzione.

Dunque si tratta “solo” di internet?
Assolutamente no, ci sono strumenti digitali che prima non esistevano che stanno migliorando esponenzialmente le capacità produttive delle filiere.

Alcuni esempi di questi strumenti digitali di cui stiamo parlando sono le stampanti 3D e la realtà aumentata.
Essi permettono di simulare, testare e applicare prodotti e servizi di ogni tipo in modi nuovi, prevenendo tutta una serie di errori di produzione che potrebbero generare moltissimi disagi all’interno di un’azienda.

In generale, il digitale permette di potenziare l’integrazione e la cooperazione aziendale e interaziendale, facendo così crescere in maniera esponenziale non solo la qualità dei flussi informativi, ma anche il time to market di un business, ossia la quantità di tempo che un prodotto impiega dal momento in cui viene concepito al momento in cui viene effettivamente prodotto e messo a disposizione del consumatore.

Ed è qui che vediamo come il concetto di Industria 4.0 altro non è che il prodotto di una “filosofia”, se così la vogliamo chiamare, ancora più ampia e che riguarda i sistemi di produzione e i sistemi aziendali in maniera ancora più estesa: l’Internet of Things.

L’Internet of Things: cos’è e perché è importante?

L’Internet of Things (IoT) è la rete ormai estesissima di apparecchi digitali che, attraverso circuiti elettronici, software e connettività, si collegano tra di loro, interagiscono e scambiano dati, permettendo di modificare drasticamente il modo in cui i processi umani e professionali vengono gestiti.

L’Internet delle Cose, come si tradurrebbe in italiano questo concetto, si riferisce quindi a quella capacità che ormai tutti i nostri apparecchi hanno di connettersi tra loro.
E non parliamo solo di cellulari e computer, ma anche di macchine, elettrodomestici, sistemi casalinghi, apparecchi elettronici di altra natura e tutto ciò che può connettersi a qualcos’altro, che sia tramite internet, bluetooth o altri sistemi di connessione.

Ecco quindi che capiamo come l’Industria 4.0 non sia altro che l’espressione di questa Internet of Things da un punto di vista manifatturiero.
Grazie a questa rete che si crea tra i vari apparecchi e macchinari e, ovviamente, l’uomo, si può creare un sistema di comunicazione, comandi e gestione innovativo, molto più efficace, veloce e, soprattutto, mobile.

Un esempio è la smart supply chain, ossia quel sistema di organizzazioni, persone, attività, dati, informazioni e risorse che sono coinvolte nel processo di fornitura di un prodotto o di un servizio a un cliente che con l’Industria 4.0, grazie ad internet e alla possibilità di digitalizzare documenti e processi, possono svolgere questo processo di fornitura in modo del tutto nuovo, comunicando su livelli diversi e gestendo il lavoro con più efficacia e immediatezza.

Ci riferiamo ovviamente tantissimo allo smart working, ossia ad un nuovo modo di lavorare che non prevede per forza la presenza fisica in una sede, un ufficio o in generale un luogo ben preciso, fin tanto che la propria presenza digitale sia assicurata, attraverso appunto la connessione in rete.
Lavorare comodamente da casa, o in viaggio, gestendo la propria vita in maniera del tutto nuova, più indipendente e più libera, migliorando così la qualità della vita e, ovviamente, aumentando la produttività.

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Cosa cambia con l’Industria 4.0?

I cambiamenti prodotti dall’Industria 4.0 sono ovviamente molteplici, alcuni dei quali li abbiamo già menzionati.
In generale, il cambiamento più grande è l’aumento dei dati che le aziende avranno a disposizione, con il consequenziale aumento della loro capacità di analisi dei loro servizi e prodotti, e di chi li produce e li consuma.

Questo aumento dei dati avviene grazie ad un nuovo tipo di comunicazione, che si fa multidirezionale rispetto a tutti i processi produttivi, creando un flusso costante di dati di vario genere, che potranno essere registrati, smistati e analizzati, traendo importanti informazioni per migliorare sempre di più la supply chain, che ovviamente diventa smart, ma anche i prodotti stessi.

Questo significa ovviamente che il Big Data Management diventa un aspetto fondamentale dell’Industria 4.0, come anche una corretta amministrazione dei dati personali che vengono ricavati da questa comunicazione.
La privacy, regolamentata per altro dal nuovo GDPR acquista un valore nuovo nelle aziende 4.0, che dovranno tutelarla al massimo delle loro possibilità.

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Come cambierà il lavoro con l’Industria 4.0?

Sicuramente possiamo parlare di aumentata efficienza, ma anche, volendo vedere il rovescio della medaglia, di ritmi sempre più frenetici, sempre più esigenti, sempre più stretti.
Così, se da una parte l’Industria 4.0 porterà tantissime innovazioni positive alla vita personale e professionale di tutti noi, dall’altra renderà fondamentale capire come mantenere umanità e limiti all’interno delle aziende, come fare a porre quei confini oltre i quali lo stress diventerebbe troppo grande.

Il rischio di essere invasi da una comunicazione costante e invasiva è dietro l’angolo: se infatti da un lato la possibilità di lavorare e comunicare anche a distanza diventa un grande vantaggio per la produttività di un’azienda e anche una grande opportunità di miglioramento della qualità della vita, se abusata questa possibilità diventerebbe una vera e propria condanna, che obbligherebbe professionisti di ogni genere ad essere disponibili e operativi 24 ore su 24, senza possibilità di privacy e spazi personali.

Un “Equilibrio 4.0”, se così lo vogliamo chiamare, sarà quindi un aspetto fondamentale da sviluppare, che sicuramente porterà anche a molti cambiamenti nel modo di lavorare e di comunicare.

Altro grande cambiamento si denoterà nel tipo di professioni che verranno impiegate nelle Aziende 4.0.
Se da un lato probabilmente alcune mansioni spariranno, o comunque necessiteranno di meno personale, dall’altra si vedrà la nascita di nuovi profili, esperti proprio nella gestione e nell’utilizzo delle risorse digitali, o in ciò che esse permettono di raggiungere e sviluppare da un punto di vista professionale.
Un esempio riguarda proprio la tutela della privacy e la gestione dei Big Data di cui parlavamo poco fa: figure professionali nuove, specifiche e dedicate dovranno essere impiegate proprio a tal proposito.

Un altro grande cambiamento sarà la possibilità di aprire le frontiere e creare collaborazioni che siano realmente internazionali sotto tutti i punti di vista.
Il digitale permette di comunicare in tempo reale tra parti del mondo opposte, generando uno scambio di dati, informazioni, servizi, comandi e prodotti su scala globale.
Questo significa che un’azienda italiana potrà collaborare senza problemi con un’azienda australiana, che a sua volta potrebbe avere collaboratori in India o in Sud America - e via discorrendo.
I modelli e le opportunità si aprono, come anche ovviamente la competitività, che diventa sempre più alta e sempre più martellante.

Di certo cambieranno le competenze ricercate nei nuovi professionisti: secondo recenti ricerche, nel 2020 il problem solving sarà la soft skill più ricercata di tutte, a pari passo con pensiero critico e creatività.
Questo perché se da un lato si restringono i tempi e si ampliano vedute e possibilità di un’azienda, con i relativi problemi e soluzioni da ricercare, dall’altro stiamo lentamente, ma costantemente abbandonando l’epoca della quantità, per riavvicinarci alla qualità.
Meno prodotti e meno servizi, ma con prestazioni più alte, che sappiano realizzare l’inimmaginabile.

Ma non solo, la customizzazione di un prodotto sarà il nuovo trend a cui tutte le aziende si accosteranno sempre di più: il punto non è più avere tanto, né avere un oggetto con prestazioni avanzatissime che però tutti hanno.
Ormai la frontiera del prodotto e/o del servizio di domani è la personalizzazione, l’unicità di ciò che si possiede o dell’esperienza che si sta facendo.

Vogliamo prodotti che abbiamo solo noi, che abbiano caratteristiche che ci rispecchiano e che siano pensati in base alla nostra persona, e non in base a un cliente tipo del tutto spersonalizzato.

Così, se da un lato da digitalizzazione e la dematerializzazione di comunicazioni, azioni, documenti e processi porta ad una spersonalizzazione del lavoro, dall’altro cresce il bisogno di umanità e personalità tipiche dell’essere umano.

Come non menzionare, infine, le competenze digitali, che saranno sempre più richieste ad ogni tipo di professionista, indipendentemente dal tipo di lavoro svolto, proprio per poter operare in maniera efficiente e sicura.
Non potrà esistere professionista che non abbia competenze digitali complete e al passo coi tempi.

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Come prepararsi all’Industria 4.0 ed essere al passo con i tempi

Come fare quindi ad aggiornare le proprie competenze digitali, e in generale come fare ad essere professionalmente aggiornati rispetto all’Industria 4.0 e al lavoro digitale?

Di sicuro la possibilità più grande ed efficace la offrono i corsi di aggiornamento professionale, pensati ad hoc per chi già lavora e ha appunto bisogno di aggiornare le proprie competenze, così da poter non solo continuare a svolgere la propria professione, ma magari affrontare anche un avanzamento di carriera.

Ovviamente, a seconda del ruolo ricoperto e delle necessità aziendali, il corso in questione può essere differente, o può addirittura essere più di uno.
Trattandosi infatti di corsi per chi già opera nel mondo del lavoro, tengono di conto i tanti impegni che ogni corsista già ha, sia a livello professionale che privato, proponendo così strutture di studio adatte ed efficaci.

Beamat è un’azienda leader in Italia per la formazione aziendale e i corsi di aggiornamento professionale, proposti sia ai singoli privati, che anche ad aziende che hanno bisogno di formare sullo stesso tema gruppi di dipendenti.
A seconda delle esigenze, sarà possibile seguire il corso in modalità diverse, strutturarlo a seconda delle necessità e affrontare la prova d’esame con le giuste tempistiche, così da permettere a tutti i partecipanti di conseguire il massimo dei risultati con la massima efficienza.

Alcuni esempi di corsi di aggiornamento professionale utili per lavorare nell’Industria 4.0 possono essere, il Corso in IT Security, o il Corso in Regolamento Europeo (GDPR) sulla Privacy.

Questi sono solo alcuni esempi, ma la proposta Beamat è ampia e ha come obiettivo proprio quello di aiutare il maggior numero di professionisti di qualsiasi tipo di settore ad aggiornare adeguatamente le proprie skill ed operare nella più totale sicurezza ed efficienza nell’Industria 4.0.

Informazioni e supporto

Per chi avesse domande in merito all’Industria 4.0, necessità di consulenza o per scoprire qual è il corso di aggiornamento professionale più adatto alle proprie esigenze, non esitate a contattare il nostro team a formazione@beamat.it.

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