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Telemedicina: il futuro della sanità e la situazione in Italia

Telemedicina: il futuro della sanità e la situazione in Italia

Jun 18/Beamat
Telemedicina: il futuro della sanità e la situazione in Italia

Quello della sanità digitale è un tema spesso trattato qui sul Blog di Beamat, azienda leader nella formazione soprattutto per quanto riguarda temi come la privacy in sanità e l’e-Health.
Si tratta di un argomento particolarmente attuale, che riguarda strettamente la vita quotidiana di ciascuno di noi. Tema molto trattato soprattutto quello della telemedicina, sempre più diffusa nel mondo e arrivata ormai anche nel nostro Paese.

Ma a che punto siamo realmente in Italia?
E quali sono le tante risorse che la telemedicina può mettere in campo per poter finalmente decollare anche nello Stivale?

Oggi esploreremo proprio questo tema, analizzando non solo cos’è la telemedicina e a che punto si trova nella scala delle innovazioni, ma anche capendo quali sono le opportunità che la telemedicina offre a livello lavorativo e quali possono essere gli strumenti e le soluzioni per potenziarla.

Cos’è la telemedicina e quali vantaggi comporta?

La telemedicina nasce con la digitalizzazione dei processi sanitari.
La riorganizzazione a livello telematico ed elettronico di tutto quello che riguarda il processo ospedaliero, o anche di una clinica privata, ha portato appunto alla nascita della così detta sanità digitale, che ad oggi va crescendo sempre più, modificando in maniera sempre più drastica e tangibile l’erogazione del sistema di cure, le leggi di deospitalizzazione e l’home care.
In generale, il sistema sanitario sta cambiando, alla conquista di un’efficienza sempre maggiore e della possibilità di aiutare il paziente in più modi.

Così, dalla cartella clinica digitale e la ricetta elettronica, fino ad arrivare al dottore a distanza, l’utilizzo di ICT nel settore sanitario è una caratteristica sempre più popolare delle strutture e delle aziende che operano in questo settore, richiedendo un consequenziale aggiornamento e perfezionamento in merito, non solo da un punto di vista di strumenti e macchinari, ma anche a livello di risorse umane e conoscenze di ciascun professionista.

Questo perché, appunto, il modo di curare i pazienti sta cambiando: la telemedicina permette infatti di intervenire a distanza, generando un rapporto più immediato tra paziente e dottore e permettendo una maggiore e più veloce presenza. Questo risulta, in ultimo, in un miglioramento generale del sistema sanitario, così da garantire assistenza di qualità sotto tutti i punti di vista a sempre più persone.

È infatti importante tenere a mente che quando si parla di telemedicina non si tratta solo dei processi che avvengono tra medico e paziente, ma anche di quell

Il vantaggio più grande della telemedicina e di questo nuovo modo di rapportarsi a livello sanitario si manifesta soprattutto nel caso di pazienti con malattie croniche.
Tali pazienti, infatti, avrebbero la possibilità di ricevere assistenza altrettanto costante,come anche un monitoraggio sempre completo rispetto all’andamento della patologia.

Insomma, se utilizzata nella maniera più giusta e responsabile, la telemedicina può abbattere le barriere tra modico e paziente, ma anche tra strutture, annullando la distanza e i tempi di spostamento, e permettendo un’assistenza completa e pronta sempre.

I limiti della Telemedicina in Italia

Nonostante le incredibili e visionarie innovazioni che la telemedicina può comportare, essa va a rilento in Italia, dove i processi di digitalizzazione e il settore ICT sono spesso meno sviluppati che negli altri Paesi europei, specialmente quando si tratta di sanità.
La principale causa è la mancanza di competenze adeguate e aggiornate in merito, che permettano di mettere in campo progetti a medio e lungo termine così da poter creare una giusta risposta alla domanda generata dai bisogni di sempre più pazienti.

Se infatti fino a qualche tempo fa il processo di digitalizzazione o l’utilizzo di strumenti ICT nel settore sanitario era una scelta e una dimostrazione di grande avanzamento e avvenirismo all’interno di una struttura, ad oggi si tratta di un sine qua non imprescindibile per poter svolgere al meglio le procedure sanitarie, indipendentemente dalla loro natura.

I sistemi digitalizzati e ICT sono infatti entrati a far parte di ogni step di un processo sanitario, rendendo fondamentale la capacità di ciascuna struttura e di ciascun professionista di essere al passo coi tempi e saper operare proprio in sintonia con questo nuovo modo di fare sanità e portare assistenza.

È tempo quindi anche per l’Italia di fare la propria parte, aggiornare le proprie competenze e i propri strumenti e fare in modo che la telemedicina diventi una pratica normale, consueta e quotidiana per tutti. Questo porterebbe ad un miglioramento delle condizioni generali del Paese, non solo a livello sanitario, ma anche sociale ed economico.

Come fare a potenziare la telemedicina in Italia?

Il primo passo per fare in modo che questo accada è, come abbiamo detto, avere non solo i giusti strumenti, ma anche le giuste competenze.
Il personale medico e sanitario deve essere pronto alla digitalizzazione dei processi e alla telemedicina: deve sapere come gestirlo, in quali rischi può incorrere, come evitarli e in generale come utilizzare gli strumenti e i processi a sua disposizione.

Un esempio molto chiacchierato in questi ultimi tempi è il nuovo GDPR, entrato in vigore il 25 maggio 2018, che si occupa di tutelare e garantire la privacy sui dati personali del cittadino, inclusi quelli sanitari che, per altro, rientrano nella categoria dei dati sensibili e sui quali vige il divieto di trattamento.

Questo enorme processo di digitalizzazione in ambito sanitario prevede infatti che quasi tutti i dati biometrici e relativi alla condizione di salute di un paziente siano immessi in sistemi informatici e telematici, dunque vanno tutelati al fine di non essere divulgati o di finire nelle mani sbagliate.

Tutti i componenti dello staff di un’azienda, e nel caso specifico di un’azienda sanitaria, sia essa un ospedale pubblico o una clinica privata, indipendentemente dal loro ruolo, devono essere adeguatamente aggiornati in merito alla nuova direttiva europea sulla tutela della privacy, pena salatissime sanzioni, o addirittura l’impossibilità di continuare a svolgere il proprio lavoro.

Come fare quindi ad aggiornarsi professionalmente in questo senso?
La risposta sono i corsi di aggiornamento professionale che permettono di conseguire le adeguate certificazioni.

Alcuni esempi possono essere i corsi di aggiornamento professionale Beamat, che a seconda del tipo di professione svolta all’interno dell’ambito sanitario e del tipo di necessità, forniscono la giusta formazione e certificazione, così da permettere a tutti i professionisti di continuare a svolgere il proprio operato.

I corsi che Beamat offre sul tema privacy e adatti a tutti i professionisti sono:

Per quanto riguarda invece i corsi di aggiornamento riferiti specificamente al settore sanitario, Beamat propone le seguenti certificazioni:

Ognuno di questi corsi affronta l’argomento da un punto di vista differente, così da garantire ai professionisti che li seguono di specializzassi e aggiornarsi in maniera corretta e pertinente, massimizzando i risultati del corso e senza perdere tempo su argomenti ridondanti.

I corsi vengono realizzati sia per i singoli professionisti sia per le aziende a seconda delle necessità manifestate e alcuni permettono di certificarsi al termine del percorso di studi, così da poter incrementare ulteriormente le proprie possibilità professionali.

Un secondo passo molto importante che l’Italia può compiere per implementare la presenza della telemedicina nei propri sistemi sanitari è quella di aumentare l’informazione in merito non solo per quanto riguarda i professionisti, ma anche i pazienti.
Un paziente informato su quelle che sono o potrebbero essere i propri diritti o i processi d’assistenza durante una visita medica o una cura è fondamentale per poter innescare il giusto dialogo e instaurare la giusta richiesta, così da rendere possibile un processo di digitalizzazione sempre più avanzato e meglio strutturato.

Una buona informazione ed educazione è infatti il primo passo verso qualsiasi tipo di miglioramento e innovazione: le persone informate sono d’aiuto, facilitano i processi e in generale permettono un dialogo più aperto, sia per quanto riguarda i problemi che le soluzioni.

Informazioni e supporto

Per maggiori informazioni sui temi della telemedicina e della digitalizzazione in ambito sanitario, come anche sui corsi Beamat, non esitate a contattarci a formazione@beamat.it

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