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Perché la privacy negli studi medici è importante

Perché la privacy negli studi medici è importante

Sep 11/Alice Bellini
Perché la privacy negli studi medici è importante

Perché la privacy negli studi medici è importante

Ben ritrovati qui sul Blog di Beamat. Come abbiamo accennato qualche settimana fa, Beamat, in collaborazione con, ClioEdu e l’Associazione Italiana per il Calcolo Automatico, ha lanciato il Corso in Privacy per le Professioni Sanitarie, erogato in modalità e-learning.

Il corso è suddiviso in 20 moduli, ognuno della durata di circa 30 minuti, durante i quali si svilupperà conoscenza e consapevolezza rispetto ai problemi e alle realtà relative alla privacy nel settore sanitario. Questo corso della durata complessiva di 10 ore permette di ottenere 10 crediti ECM, oltre che un’expertise quanto mai fondamentale con l’arrivo della nuova normativa Europea sulla privacy.

Così, prendendo spunto da questo nuovo corso Beamat, cogliamo l’occasione per fare un passo indietro e comprendere perché la privacy negli studi medici è così importante.
Quali sono le motivazioni che hanno portato alla necessità di creare una nuova normativa sulla privacy a livello europeo e quali i vantaggi di questo nuovo sistema.

La privacy e il mondo telematico

Non c’è dubbio che internet abbia cambiato il corso della storia dell’uomo e della vita quotidiana di ognuno di noi. Il suo avvento è stato rapido, la sua crescita esponenziale, finché non si è cominciato ad utilizzarlo per ogni fine, da quelli più ludici a quelli più istituzionali.

Il suo più grande potere è quello di permettere di accedere al mondo e i suoi servizi senza doversi spostare dal proprio computer, tablet o smartphone, che è anche ad esempio uno dei vantaggi dello studio online. Molto spesso, questo prevede uno scambio di dati personali attraverso i quali l’utente può accedere al suddetto servizio. Che si tratti di un indirizzo e-mail, del proprio nome e cognome, o del codice della propria carta di credito, come anche di una qualsiasi altra informazione personale, sono davvero tanti, se non tutti, i dati personali che condividiamo ogni giorno sulla grande rete.

E se in un primo momento bastava una username e una password per proteggere le proprie informazioni, l’avvento del data breach ha cambiato le esigenze. Cos’è il data breach? In parole povere, ecco comprende tra l’altro il furto di dati immessi sulla rete attraverso l’hackeraggio di sistemi e software. Ma i pericoli non finiscono qui.

I dati sono oro quando si tratta di capire la direzione delle grandi masse e su cosa puntare per guadagnare più soldi, più potere o più consenso. Privo di qualsiasi tipo di normativa che lo potesse regolare, internet si è presto rivelato un pozzo di d’oro, aprendo le porte a una compravendita di dati personali senza precedenti.

Da qui l’urgente e fondamentale necessità di regolamentare e soprattutto proteggere questi dati, con lo scopo di renderli sicuri, inaccessibili e non mercificabili. In un primo momento, si è trattato di normative nazionali, in cui ogni Stato determinava la propria sicurezza e i propri regolamenti in merito. Ma trattandosi di una rete globale, c’era bisogno di una normativa che unisse tutti gli Stati, assicurandosi che ognuno di essi osservasse determinate regole e determinati procedimenti in merito alla tutela della privacy.

Questo soprattutto quando si tratta di dati estremamente sensibili, come possono essere i dati sanitari personali. Ed ecco spiegato a cosa serve la legge europea sulla privacy.

Il tutto è stato reso ancora più fondamentale dalla digitalizzazione della maggior parte dei documenti e degli strumenti impiegati in tutti i settori lavorativi, settore sanitario incluso. Dai referti medici alle cartelle cliniche, passando per le proprie “semplici” informazioni sanitarie personali, tutto è ormai conservato in archivi e software digitali e telematici che, in quanto tali, possono essere hackerati. Pertanto, essi richiedono sistemi di massima sicurezza. Non parliamo ovviamente solo rispetto al paziente, ma anche rispetto al personale sanitario, al fine di creare il miglior equilibrio e la miglior sicurezza per ambo le parti.

L’importanza della privacy in ospedale e nelle strutture sanitarie

Ecco perché la privacy negli studi medici e in generale la privacy in sanità sono così importanti e il motivo per cui la nuova normativa europea sulla privacy dedica a queste tematiche una larga attenzione.

I dati sanitari di un individuo sono estremamente sensibili, perché rivela non solo la sua condizione clinica, ma anche la presenza di eventuali realtà che possono mettere a repentaglio l’incolumità e la sicurezza personale. Se finissero nelle mani sbagliate potrebbero costituire un vero pericolo.

In generale, si tratta di alcuni tra i dati più personali che esistono, motivo per cui è così fondamentale proteggerli.

Quando si parla di protezione dei dati, inoltre, non si tratta solo di privacy intesa come accesso a tali dati, ma anche di tutela per quanto riguarda la loro giusta e corretta archiviazione. Con l’avvento di nuovi software e programmi che permettono appunto di registrare, catalogare e accedere a tali dati, è anche fondamentale che essi vengano utilizzati nel giusto modo e secondo le giuste procedure, non solo per evitare eventuali intrusioni, ma anche per evitare eventuali impossibilità di accesso, se non addirittura la perdita di tali dati.

Per tutti questi motivi, la nuova normativa europea sulla privacy richiede che tutti i professionisti, indipendentemente dal settore in cui operano, siano aggiornati rispetto a quelle che sono le conoscenze e le competenze necessarie per garantire la tutela della privacy, del cliente e di se stessi. E ovviamente il settore sanitario è uno dei più interessati.

È fondamentale che chiunque svolga una professione sanitaria sia aggiornato in merito alla normativa e abbia tutte le skill da essa richieste per poter continuare ad operare nel settore. A partire da maggio del 2018, infatti, chi non avrà provveduto ad aggiornarsi professionalmente in privacy in sanità non potrà più continuare ad esercitare la propria professione, essendo obbligatorio per tutte le strutture, sia pubbliche che private, avere dipendenti che seguano le direttive dettate dalla normativa.

Ecco perché è importante aggiornarsi professionalmente in ambito privacy e perché è bene arrivare preparati al 2018.

I vantaggi del nuovo sistema sulla privacy

Ovviamente, come prima risposta, sono stati molti i professionisti a storcere il naso. In un primo momento questa necessità di aggiornarsi può infatti sembrare una quantità di lavoro gratuito che non porta a nessun vantaggio. In qualche modo, una perdita di tempo che non ha alcun beneficio per il professionista, ma solo per il paziente, aumentando le quantità di ore lavorative, senza aumentare compensi o garantire avanzamenti di carriera.

Ma non è così.

Partiamo prima di tutto dal presupposto che ogni singolo professionista sanitario è anche a sua volta un paziente. Questo significa che anche i propri di dati sono protetti e tutelati, assicurando a ogni individuo il corretto e adeguato trattamento.

Se vogliamo analizzare i vantaggi della nuova normativa sulla privacy da un punto di vista puramente professionale, bisogna sottolineare come essere aggiornati e capaci in merito alle nuove procedure, strumenti e direttive aiuta a tutelare anche il professionista stesso. Delineare quali sono le responsabilità di ognuno permette di non incorrere in false accuse, surplus lavorativi non previsti e in generale tutela l’operatore sanitario da qualsiasi tipo di errore. Qualora un paziente avanzasse proteste o accuse, queste possono essere dimostrate infondate. In generale, delineare limiti e possibilità consente di muoversi in un raggio di sicurezza che tutela entrambe le parti.

Difatti, con la nuova normativa europea sulla Privacy, non si ha solo diritto alla tutela della privacy, ma si ha diritto alla tutela dell’individuo sotto ogni punto di vista. Al contrario, quindi, anche i dati degli operatori sanitari e le loro informazioni professionali riservate saranno mantenute tali, evitando la divulgazione di informazioni e dati che dovrebbero rimanere altresì protetti e generalmente inaccessibili. Questo perché non solo i dati sanitari, ma anche quelli professionali, relativi all’aspetto delle risorse umane operanti all’interno di un’azienda, sanitaria o meno che sia, possono essere alla mercé di pubblico e hacker se non protetti adeguatamente.

Ecco perché la normativa sulla privacy approvata dall’Unione Europea riguarda ogni singolo settore lavorativo. La nostra società è profondamente collegata da una rete che contiene i dati di tutti. All’interno del settore sanitario si muovono quindi dati che riguardano sì la sanità in maniera diretta, ma anche l’aspetto aziendale, quello commerciale, sociale e informativo.

Le tipologie di dati personali raccolti da ognuno di questi settori sono tantissime e molto diverse tra di loro. Avere le adeguate conoscenze aiuta quindi anche a sapersi districare all’interno di questa giungla, ponendo le giuste barriere oltre le quali non è proprio compito andare. D’altro canto, si sa esattamente di cosa si è responsabili, rendendo il flusso lavorativo più facile e logico.

Per qualsiasi informazione rispetto al Corso di aggiornamento in Privacy per le Professioni Sanitarie potete rivolgervi qui oppure visitare questo link

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Il libro del Dott. Sergio Ferri:

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