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Etica professionale: tecniche per essere un bravo leader

Etica professionale: tecniche per essere un bravo leader

Jul 23/Alice Bellini
Etica professionale: tecniche per essere un bravo leader

Essere un bravo leader non è un dono, ma una competenza. Dunque si può essere più o meno capaci, ma soprattutto si può imparare e migliorare. Indipendentemente dal successo che già si ha come leader, c’è sempre quel qualcosa da imparare e perfezionare, quella caratteristica sulla quale riflettere ancora un po’, o quel consiglio che davvero è da ascoltare.

E questo è vero soprattutto quando si parla di etica professionale: è qui che molto spesso si taglia una linea netta tra i bravi leader e i più dispotici capi. L’etica applicata a un lavoro o a un’azienda è ciò che rende quell’ambiente professionale più o meno piacevole e giusto, dunque anche più o meno produttivo. Se ogni componente della squadra (perché si è sempre parte di una squadra, anche quando si lavora da soli tutto il giorno!) viene valorizzato e rispettato, allora la strada per il successo sarà spianata e il team lavorerà con un’armonia tale da poter rendere possibile anche il lavoro più faticoso e complesso.

Dunque è proprio su questo che ci focalizzeremo oggi qui sul Blog di Beamat: l’etica professionale di un bravo leader. Daremo quindi alcuni consigli e tecniche su come essere un bravo leader e come fare per instaurare un clima di armonia e collaborazione all’interno di una squadra di lavoro.

Cosa prevede l’etica professionale di un bravo leader

Essere presenti e fare il proprio

Se non siete i primi ad essere presenti, a portare avanti i vostri compiti all’interno della squadra, ad arrivare con puntualità e a mostrare il vostro impegno rispetto agli obiettivi comuni, perché dovrebbero farlo gli altri, ma sopratutto, perché gli altri dovrebbero vedere in voi il loro condottiero?

Il leader deve ispirare e non dettare legge e, proprio in funzione di questo, bisogna sempre ricordarsi che la prima e più grande fonte d’ispirazione sono le proprie azioni.
Dimostrare l’impegno, la passione e la determinazione è il primo grande passo per essere bravi leader e riuscire a raggiungere i propri obiettivi, sia lavorativi che umani.

Da un tipo di comportamento di questo tipo si otterrà infatti automaticamente anche più rispetto e stima da parte dei propri colleghi e compagni di squadra, rendendosi quindi anche più credibili e meritevoli della fiducia di tutti.

Tenersi aggiornati e informati

Non si smette mai d’imparare: e questo deve essere un mantra per ogni leader che si rispetti.
Come abbiamo già accennato, anche il più bravo può migliorare, specialmente in tempi come i nostri, caratterizzati da innovazioni quotidiane, e grandi e repentini cambiamenti.
La digitalizzazione gioca in tutto questo un ruolo fondamentale, creando mese dopo mese nuovi scenari, strumenti, regolamentazioni e competenze che ogni leader deve conoscere e padroneggiares al fine di poter continuare a svolgere al meglio il proprio lavoro, indipendentemente dal contesto e dal settore in cui opera.

Ecco perché oltre a tenersi sempre bene informato sulle novità e gli sviluppi del mondo del lavoro attraverso quotidiani, riviste specializzate e altro materiale di simile natura, è bene che un leader mantenga altamente aggiornate le proprie competenze professionali anche attraverso veri e propri corsi di aggiornamento professionale che, a seconda dell’ambito lavorativo all’interno del quale opera la sua azienda, gli permettano di restare al passo coi tempi a livello di skill, tecniche e certificazioni, come anche dimostrare la propria preparazione rispetto a leggi e normative che, dalla rivoluzione digitale in poi, hanno iniziato a riguardare in maniera sempre più ferrea e intransigente i vari ambienti lavorativi e le varie competenze di ogni professionista, specialmente quando si tratta di figure manageriali o di leader.

Onestà e trasparenza

La cosa peggiore che può succedere all’interno di un team di lavoro è non mettere le persone in condizione di potersi fidare l’un l’altra, esprimere le proprie opinioni, avanzare le proprie critiche (specialmente quando costruttive!) e in generale sentirsi parte di un ambiente lavorativo ambiguo e poco comunicativo.

Esattamente: onestà e trasparenza hanno un effetto diretto e decisivo sulla qualità della comunicazione - e consequenzialmente della cooperazione - in un ambiente di lavoro.
Un componente di una squadra che non si sente al sicuro intorno al proprio team perché percepisce poca onestà e poca chiarezza nelle dinamiche che lo determinano e nelle decisioni che vengono prese sarà portato a una maggiore chiusura, zero fiducia e, consequenzialmente, meno collaborazione.

Le nuove idee, che potrebbero rivoluzionare un’azienda e portarla in auge, non troverebbero terreno fertile, e lo stesso vale per le critiche costruttive. Una mancanza di onestà e trasparenza, infatti, porta colleghi e professionisti di ogni settore e di ogni ruolo a non esprimersi, generando un ambiente di lavoro statico e destinato a fallire.

L’organizzazione come forma di rispetto

Essere organizzati non è solo conveniente, poiché si tratta di una pratica che rende il lavoro più efficiente, ma è anche una forma di rispetto nei confronti degli altri.

Specialmente quando si lavora all’interno di una squadra, si deve sempre mettere tutti i componenti nelle condizioni di comprendere e accedere al lavoro degli altri.
Soprattutto quando ci sono degli imprevisti, oppure un componente del team si ammala: avere una postazione di lavoro organizzata, dei documenti ben tenuti e un luogo preciso dove trovare le cose aiuta chi ci sta intorno a sopperire ad eventuali nostre mancanze, oppure ad intervenire in caso di un imprevisto.

In generale, essere organizzati crea un ambiente lavorativo più armonioso, all’interno del quale anche gli altri saranno portati a mantenere i propri uffici, postazioni, documenti e strumenti ben tenuti, archiviati e ordinati.

Essere imparziali, ma ricordarsi delle differenze

Questo è un esercizio d’equilibrismo, ma è molto importante al fine di riuscire ad avere la miglior riuscita all’interno di una squadra di lavoro.

L’obiettivo del team è uno, chiaro e oggettivo: nessuno può sbagliarlo o interpretarlo in maniera diversa. Questo setta la necessità per una serie ben precisa di azioni da compiere al fine di raggiungerlo, che comprendono una serie di hard e soft skill altrettanto obiettive.
In tal senso, un leader a capo di un gruppo di lavoro deve essere imparziale rispetto al lavoro svolto dai componenti della propria squadra e, indipendentemente dai pregressi e dai rapporti personali, deve essere obiettivo nel richiamare all’attenzione o complimentare qualcuno.

Al contempo, è sempre bene ricordarsi che, prima di essere professionisti, si è esseri umani, con un carattere e una personalità unici, una vita privata e delle emozioni.
Questo aiuta a mettere bene in prospettiva gli errori, le vittorie e le capacità di ogni singolo membro del gruppo, ed è sempre fondamentale ricordarsi che per quanto obiettivo e imparziale un obiettivo può essere, chi lo persegue sono delle persone, tutte diverse e tutte imperfette, ma non per questo meno valide.

A tal proposito, ricordatevi sempre che oltre a chiedersi come sta andando il lavoro di una persona, bisogna sempre anche ricordarsi di chiedersi come va la vita a casa, o più semplicemente come sta quella persona. Periodi più duri, o più rilassanti, malattie o momenti di particolare positività possono influenzare grandemente l’ambiente lavorativo e le azioni svolte per raggiungere un obiettivo comune.
Mettere ogni componente della squadra nelle condizioni di esprimere se stesso ed essere visto non solo come un lavoratore, ma come una persona è un passo fondamentale per creare un ambiente di lavoro salubre, positivo e di supporto.
La collaborazione tra i vari membri verrà spontanea e sarà assolutamente funzionale al successo.

Ricordarsi di se stessi

Ultimo ma non meno importante, questo consiglio riguarda il rapporto con se stessi, che spesso i leader tendono a mettere in secondo piano rispetto all’importanza di guidare il proprio gruppo, assicurarsi che gli obiettivi vengano raggiunti e che tutti i bisogni di ogni componente del team vengano soddisfatti.

E se come dice Simon Sinek, grande esperto di leadership, il leader è colui che mangia per ultimo dopo che si è assicurato che tutti i suoi colleghi hanno avuto la propria porzione, per continuare la metafora, il leader deve comunque assicurarsi non solo di mangiare, ma anche che la sua porzione sia grande tanto quanto quella di tutti.

I rischi di un leader di sacrificare se stesso più del dovuto pur di raggiungere il successo sono sempre dietro l’angolo, e tra i più pericolosi: questo perché una trascuratezza di sé implica che non si sta facendo bene il proprio lavoro.
Una squadra senza leader, o con un leader troppo sotto pressione, non funziona: il vostro lavoro è quello di ispirare, motivare e accertarvi che tutto vada per il verso giusto. La vostra sana presenza è fondamentale, così che tutti possano focalizzarsi sui loro compiti, Dunque non dimenticatevi mai di voi stessi e assicuratevi sempre di avere anche per voi lo stesso trattamento che avete per tutti.

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