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Come fare per guidare un team verso un obiettivo nuovo e inusuale

Come fare per guidare un team verso un obiettivo nuovo e inusuale

Jan 22/Alice Bellini
Come fare per guidare un team verso un obiettivo nuovo e inusuale

Che quella in cui viviamo sia un’epoca di enormi cambiamenti e grande innovazione non è in dubbio, anzi.
È sempre più evidente come la novità sia ricercata all’ordine del giorno, come anche la necessità per aziende di ogni tipo di innovarsi, cambiare, oppure proporre qualcosa di nuovo al fine di rimanere competitive all’interno del loro settore.

Sono anche tantissimi i professionisti che decidono di creare business mai esistiti prima, investendo in prodotti e servizi completamente nuovi.
In questi casi non solo bisognerà raggiungere il successo, ma farlo credendo in un’idea in cui nessuno ha mai avuto il coraggio di credere prima.
È il caso di moltissime start up, brevetti, invenzioni e servizi che fanno la loro comparsa nel mondo del lavoro e dell’impresa e, in un primo momento, vengono considerati impossibili, improbabili, o addirittura folli, come ogni singola innovazione che poi ha cambiato il mondo.

Ma si sa, il cambiamento spaventa, come anche trovare il coraggio di proporre qualcosa di rivoluzionario, che nessuno ha mai fatto prima.
Nonostante la voglia intrinseca nell’essere umano di progredire e scoprire, spesso la paura si mette di mezzo e le idee e i progetti visionari incontrano l’ostilità di molti, sia a livello di investimento monetario, sia a livello di investimento umano.

E se già è difficile motivare se stessi e tenere alti morale e coraggio senza sapere cosa ci aspetterà dopo, la cosa si fa ancora più difficile quando si è a capo di un team di persone che, tanto quanto il proprio condottiero, devono non solo raggiungere, ma credere in un obiettivo nuovo, magari inusuale, sicuramente sconosciuto e, in quanto tale, un po’ spaventoso, perché il suo successo non è affatto garantito: potrebbe risolversi tutto in un grande errore e un’enorme perdita di tempo.

L’ignoto è, dopotutto, una delle paure più ancestrali dell’uomo, molto difficile da gestire e da abbracciare.
Molti si lasciano sopraffare dalle difficoltà che costellano la strada, lo stress può raggiungere livelli insostenibili, non sempre si riesce a capire il giusto modo di muoversi.
Dunque si compiono errori, che spesso non aiutano a tenere alta l’energia.
Tutto questo perché non c’è modello di riferimento: si tratta di creare il proprio.

Se quel condottiero a capo di un team di lavoro diretto verso un obiettivo pionieristico e mai perseguito prima siete proprio voi, leader o manager che sia, questa guida è proprio per voi.

Siamo certi che ricoprire il vostro ruolo non è facile, poiché non dovrete solo trovare le capacità di guidare con successo e in maniera affiatata un team, ma anche di motivarlo rispetto ad un obiettivo che nessuno ha mai provato a raggiungere prima e del quale voi stessi non avete nessuna certezza.
Ma c’è una buona notizia: non siete i primi ad aver esplorato territori mai battuti prima.
Dalla scoperta dell’America, al primo vaccino, passando per l’invenzione dell’automobile o quella dei motori di ricerca, ognuna di queste idee/imprese sono passate per un giudizio di impossibilità e scetticismo, e tutte sono state portate avanti da qualcuno che credeva in loro, indipendentemente dall’opinione pubblica.

Dunque come fare a guidare un team verso un obiettivo nuovo e sconosciuto?
Come fare ad essere un bravo manager in questi casi?

Noi di Beamat abbiamo qualche idea.

Come fare a guidare un team verso un obiettivo nuovo e mai perseguito prima

Assicurati di avere la giusta preparazione

Quando chiedi a un team di professionisti di fare un atto di fede rispetto al reale successo di un obiettivo che nessuno ha mai immaginato di raggiungere prima, non puoi chiedergli di fare un atto di fede anche rispetto alle tue capacità di guidare un team o seguire un progetto.

Una base di partenza solida è fondamentale.
Dimostrare di essere un manager di successo, che sa mettersi a capo di un progetto e guidare il proprio team verso la vittoria è assolutamente fondamentale.
Assicurarsi di avere le giuste qualificazioni come manager è dunque importantissimo, specialmente nel caso del Project Managing.

La vostra esperienza farà sentire il team al sicuro, gli darà la sicurezza di partire da solide basi e darà molto più valore al vostro progetto o alla vostra idea visionaria.
Insomma, darà a tutta la squadra un valido motivo per credere non solo in ciò che stanno facendo, ma anche che quello in cui stanno credendo avrà successo.

Preferisci la passione alla mera esecuzione

A parità di capacità professionali, ricordatevi sempre che la passione porta mille passi più in là rispetto alla semplice esecuzione, per quanto impeccabile.

Se tutti i membri del vostro team sono appassionati all’obbiettivo e hanno una motivazione non solo professionale, ma anche emotiva rispetto al suo raggiungimento, allora potete stare certi che daranno tutti il 100% delle loro energie e del loro expertise, non riservandosi su nulla.
Idee, ulteriori innovazioni e nuovi metodi da voi non immaginati verranno da loro pensati e realizzati per lavorare in maniera più efficiente e valida, e potrete stare sicuri che avranno un occhio di riguardo in più rispetto a tutto quello che viene svolto durante il lavoro.

Si sosterranno e si motiveranno a vicenda, e in generale avranno a cuore il progetto tanto quanto voi.
Dunque questa è la prima grande caratteristica da ricercare nei vostri collaboratori: passione.
Magari un voto più basso, ma una motivazione più alta.
Una laurea meno sfavillante, ma una mente più brillante.
Insomma, non fermatevi al curriculum.
Assicuratevi di stringere la mano di quella persona, guardarla negli occhi e scoprire le ragioni che la portano a voler lavorare con voi.
In questo caso è il vostro turno di compiere un atto di fede.

E ricordatevi sempre che quanto un team si sente stimato e ammirato dal proprio capitano, la squadra non si fermerà davanti a nulla.

Ricordati che esiste anche altro oltre al vostro obiettivo

Prima di essere professionisti, siamo tutti esseri umani, con vite private oltre al lavoro e con la necessità di avere momenti di pausa per ricaricare le batterie e mantenere alto morale ed energie.

Date importanza anche a questo.
Prendetevi il tempo di chiedere ad un vostro collaboratore come sta e di interessarvi genuinamente alla sua condizione personale
Molto spesso quando si affrontano obiettivi sconosciuti il percorso è caratterizzato da numerosi momenti di sconforto.
Dimostratevi collaborativi ed empatici in merito.

Nel momento in cui avete scelto un team che crede nel raggiungimento del risultato finale tanto quanto voi, non dovete temere.
Come abbiamo già detto, si impegneranno tutti al massimo, e i momenti di pausa saranno per ognuno funzionali a quell’impegno.

Assicuratevi che l’obiettivo sia uno per tutti

Quando si pone un obiettivo per una squadra, esso non si può declinare in vari modi a seconda della persona che si ha davanti.
Tutti devono mirare nella stessa direzione.
Ognuno ci arriverà svolgendo un ruolo diverso, ma tutti devono puntare a “fare goal”.

La visione generale, la filosofia che risiede dietro all’obiettivo e l’etica che tiene il gruppo insieme non devono mai perdersi, anche se il gruppo di lavoro si fa sempre più grande.
Ricordatevi inoltre che non tutte le persone troveranno automaticamente simpatia e sinergia l’una con l’altra, dunque non tutte saranno naturalmente portate a collaborare e aiutarsi a vicenda.
Come fare allora a tenere un team di lavoro unito?

Un’idea può essere quella di instaurare ogni settimana un incontro, che avvenga sempre lo stesso giorno e alla stessa ora, durante il quale ogni elemento del team porta sul tavolo i traguardi raggiunti quella settimana, chiede aiuto e consiglio ai colleghi, si allinea con il resto del gruppo.
Tutto questo avverrà sotto forma di classica riunione d’aggiornamento?
Assolutamente no.
Ci vuole un metodo altrettanto innovativo.
Un esempio adottato da molti team di questo genere è quello del Tabellone di Gioco.

Come fosse un grande Gioco dell’Oca, il processo di lavoro viene raffigurato sul tabellone proprio come un grande percorso a caselle al termine del quale c’è il raggiungimento dell’obbiettivo finale.

Al posto delle pedine ci saranno una serie di mini-obiettivi che ogni dipartimento deve raggiungere per poter garantire al team di arrivare alla casella finale.
Ogni mini-obiettivo ottenuto corrisponde ad un certo numero di punti che, mano mano che vengono raccolti da un dipartimento, possono poi risultare in premi, i così detti “power up”, scelti da tutti i dipartimenti insieme.

Questi power up possono consistere in una nuova scrivania, come anche in una nuova macchinetta del caffè, piante per render epiù salubre e accogliente l’ambiente, o macchinari che facilitino il lavoro.
Insomma, qualsiasi cosa che apporti un miglioramento.
Si tratta di un ottimo modo per instaurare una competizione sana e costruttiva che porti tutti a collaborare vicendevolmente per arrivare ad un obiettivo comune.
In questo modo, sarà chiaro a tutti che ogni singolo componente del team ha un impatto fuorviante sul destino dell’azienda e sul raggiungimento dell’obiettivo.

Fai economia di energie, ma sii sempre disposto ad investire

Si tratta di una ricerca d’equilibrio molto delicata, ma davvero fondamentale per riuscire a raggiungere un obiettivo come il tuo.
Partiamo dal presupposto che nessuno ha mai cercato di raggiungerlo, dunque non ci sono esempi a cui ispirarti o con i quali confrontarti per capire se stai prendendo la giusta strada, o quali sono gli step da affrontare per poter raggiungere il tuo goal.

E se tu non sai a chi riferirti, non ti aspettare che i tuoi collaboratori siano da meno.
Sarà quindi fondamentale individuare con loro i mini-obiettivi che realmente aiutano il progetto a progredire.
Non avere la pretesa che essi non siano sbagliati.
Sii pronto ad accettare gli errori di valutazione tuoi e altrui e ricordati che tutti state cercando un modo efficace, che faccia utilizzare il minor numero di energie e risorse per il massimo dei risultati.

Preparati anche a rinunciare a mini-obiettivi che ti piacerebbe inserire all’interno del progetto, ma che chiaramente non sono funzionali, o comunque sono superficiali e irrilevanti.
Tutti vorremmo poter fare tutto, ma non sempre si può.

Una buona analogia da tenere in mente in questo caso è quella di una barca a remi, che deve essere costruita e poi pilotata attraverso una mare mai navigato prima.
Il mini-obiettivo che con la tua squadra avete intenzione di perseguire farà andare più veloce la barca?
E in un secondo momento, aiuterà la traversata? Se la risposta è no, non è prioritario.

Fidatevi delle idee dei vostri collaboratori

Partiamo dal presupposto che, per quanto siete il Project Manager o comunque il leader del vostro team, non siete il capo di nessuno e, come abbiamo appena detto, ogni singolo professionista all’interno della vostra squadra è fondamentale per raggiungere l’obiettivo che vi siete posti.

Lo stesso vale per le idee messe in gioco.
Perché le vostre dovrebbero valere più delle loro?
Ascoltate con attenzione le proposte che i vostri collaboratori hanno da farvi e date ad essi lo stesso spazio e la stessa importanza che dareste a voi stessi.
Proprio perché non esiste un modello di riferimento a cui attenersi, ogni idea può essere decisiva e migliorare nettamente l’efficenza e le prestazioni di un team.

Siate quindi sempre pronti ad ascoltare ogni singolo membro della squadra come se fosse qualcuno che ne sa più di voi.
E ricordatevi di coinvolgere i vari collaboratori nelle decisioni che riguardano l’investimento in nuove idee.
E se l’idea non ti convince, ma convince tutto il resto del team, abbi fiducia.
Ricordati che hai scelto quei collaboratori perché essi godono della tua stima, sia professionale che umana, e che anche tu a volte puoi sbagliare o fare cattive valutazioni.
Credi in ciò in cui loro credono.

Coltiva un’atmosfera di empowerment

Come abbiamo detto, gli errori saranno dietro ogni angolo ed è impensabile credere che non se ne compirà nemmeno uno, tutto il contrario.
Sarà quindi bene creare sin da subito uno spirito di lavoro per cui non solo non si viene giudicati e ammoniti laddove si compie un errore, ma aiutati, supportati e invogliati a imparare da quell’errore per non commetterlo più.

Questo significa che lo sbaglio va incoraggiato?
Assolutamente no.
Ma in questo ci deve essere fiducia nel proprio team e consapevolezza che ognuno sta facendo del suo meglio per arrivare all’obiettivo prestabilito.
Di certo si eviterà un clima di frustrazione e ansia da prestazione, in cui i vari componenti non verrebbero stimolati in maniera positiva, ma solo stressati dalla paura di compiere la scelta sbagliata, avendo conseguenze disastrose sul processo creativo e sulla disponibilità di ognuno di compiere azioni coraggiose e pensare “fuori dalla scatola”, come si dice in inglese.

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