Beamat – Il Blog | Cloud, vita e lavoro: tutti i vantaggi del cloud computing

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Cloud, vita e lavoro: tutti i vantaggi del cloud computing

Cloud, vita e lavoro: tutti i vantaggi del cloud computing

May 22/Beamat
Beamat – Il Blog | Cloud, vita e lavoro: tutti i vantaggi del cloud computing

Un tempo, stare tra le nuvole era sinonimo di un po’ troppa leggerezza, distrazione e risposte poco immediate rispetto a ciò che succedeva intorno a sé.
Ad oggi, essere tra le nuvole - e più esattamente nel Cloud - è sinonimo di grande innovazione, di essere al passo coi tempi, insomma, di stare non solo sul pezzo, ma molto probabilmente avere anche tutto a portata di mano.
Come mai?

Perché il cloud è un modo di vivere e lavorare sempre più diffuso che, grazie a sistemi remoti di lavoro e archiviazione, permette di “portare” sempre con sé documenti, note, foto, insomma, qualsiasi tipo di file che normalmente viene contenuto o acceduto da un computer o da un sistema di lavoro.

Oggi qui sul Blog di Beamat abbiamo deciso di dare spazio proprio a questa tematica, osservandola da più angolazioni, cercando di capire a fondo non solo cos’è il cloud e come funziona

, ma anche quali sono i vantaggi del cloud computing e come funzionano la vita e il lavoro nel cloud.
Questo perché crediamo che una Cultura Digitale chiara e approfondita può migliorare la qualità della vita e del lavoro di tutti e il cloud ne è davvero un esempio perfetto.

Cos’è il cloud e come funziona

Il Cloud, anche detto Cloud Computing, è l’insieme di software, applicazioni, programmi, file e sistemi di comunicazione che permettono di lavorare, vivere e conservare materiale online, accedendovi poi da un qualsiasi dispositivo connesso ad internet.

Se lo si vuole immaginare, può essere considerato come una grande nuvola che funge da computer portatile, spesso con un’incredibile quantità di memoria a disposizione.
Attraverso questa nuvola si possono caricare e scaricare file, lavorare, comunicare con altre persone, vedere film, condividere pensieri, cercare informazioni, e chi più ne ha più ne metta.

Alla base di tutto c’è un concetto ben preciso: la dematerializzazione.
Non servono più hard disk, modem, chiavi USB (che già all’epoca sostituirono gli ormai desueti CD Rom, per non parlare dei floppy disk).
Ora, per portare un file con sé, basta uploadarlo nel cloud e poi accedervi all’occorrenza con il proprio smartphone o il proprio computer.

Facciamo qualche esempio più concreto: Gmail, Dropbox, Netflix, Amazon, Drive, Spotify, Instagram, Facebook, Maps, Paypal, Google Documents.
Riconoscete questi nomi?
Bene, sono tutti esempi del grande potenziale del Cloud. Messanger e WhatsApp non sono ovviamente da meno, come tutte quelle applicazioni e quei software che, non importa da quale apparecchio un utente acceda, daranno accesso alle stesse, ma soprattutto personali informazioni e file.

Per questo il cloud prevede necessariamente un’identità virtuale, un famoso user, con il suo nome utente e la sua password, che permetta di accedere al proprio account, così da interagire con se stessi (e con gli altri) nel grande calderone delle risorse telematiche e digitali.

La tecnologia che permette tutto questo è quella appunto del Cloud Computing, sempre più elaborata e avanzata, la stessa per la quale si sviluppano concetti e condizioni come “l’essere sempre connessi” - cosa che, in realtà, rimane sempre una scelta, che dipende dal voler tenere acceso o meno il proprio dispositivo, ma anche dallo scegliere quali applicazioni e software del cloud usare, come usarli, e quali informazioni caricare al suo interno e rendere disponibili al resto del mondo.

Da qui il tema, già diverse volte affrontato sui nostri canali, di una cultura digitale sana e ben informata: in un’epoca sempre più, appunto, connessa e ricca di documenti dematerializzati sul cloud, ma anche di profili personali, quindi informazioni personali, sapere come proteggersi sia a livello di salute mentale, sia da eventuali hackeraggi e leak, è fondamentale.
Sapere come utilizzare al meglio i vari strumenti a disposizione, saper riconoscere quando si sta eccedendo, con se stessi o con gli altri.
Tutti questi sono esempi di una fondamentale consapevolezza quando si vive e si lavora nel cloud.

Dove sono i file del cloud?

Come abbiamo detto, il cloud è caratterizzato da una serie di file e informazioni che non sono salvate sul dispositivo dal quale vi si accede, ma sono accessibili, attraverso un account personale, in remoto.
Questi file sono infatti salvati (dunque si può dire che “materialmente” esistono) su una rete di server estremamente potenti gestiti da quelli che si chiamano hosting service providers, ossia i fornitori di servizi di “ospitalità”, ospitalità che, in questo caso, si riferisce allo spazio offerto ai propri utenti per conservare i propri documenti.

Ecco perché, se da un lato molti strumenti e hosting service providers del cloud offrono servizi gratuiti, dall’altro molto spesso questi servizi sono base, molto limitati, oppure solo di prova: se si vuole davvero conservare dei file su quel provider, oppure guardare un film, ascoltare musica o qualsiasi altra azione, o si dovrà acquistare più spazio, o si dovrà pagare un abbonamento mensile.
Insomma, se prima si acquistava un hard disk portatile dove conservare tutto, ora si acquistano direttamente i giga nel cloud, e via discorrendo per tutti gli altri servizi.

L’importanza del cloud nel mondo del lavoro

Dopo questa panoramica iniziale, dove abbiamo capito meglio non solo cos’è il cloud, ma soprattutto quali sono i vantaggi del cloud nella vita privata di ognuno di noi, appare molto chiara e molto logica quella che è l’importanza del cloud nel mondo del lavoro e quanto questo tipo di nuova tecnologia può migliorare esponenzialmente non solo la produzione, ma anche e soprattutto la qualità del lavoro all’interno di ogni tipo di azienda e di settore.

Se infatti prima un’azienda che voleva conservare un grande numero di file, utilizzare un grande numero di software, oppure mettere in comunicazione telematica un grande numero di persone doveva avere a disposizione anche tutto l’hardware per farlo e le relative infrastrutture, vale a dire i veri e propri macchinari fisici dove archiviare, connettere e portare avanti azioni digitali e computerizzate, ma anche i luoghi fisici dove mettere tutti questi macchinari, oggi i servizi di hosting remoto permettono anche a una piccolissima azienda, se non addirittura a un singolo professionista, di avere a disposizione un numero di risorse e servizi proporzionalmente illimitato.

E non è tutto.
Se prima appunto questi hardware legavano le risorse umane a un luogo ben preciso, senza possibilità di svolgere il proprio lavoro a distanza, i servizi di hosting a distanza permettono ai professionisti (siano essi dipendenti o liberi) di lavorare in remoto, vale a dire in un luogo diverso da quello della sede aziendale, o del luogo dove tutto l’hardware che “ospita” il materiale di lavoro è situato.

Il più grande vantaggio del lavoro da remoto è l’elasticità che consente che, se utilizzata nella maniera corretta, consente una grande libertà, dunque un netto miglioramento della vita non solo professionale, ma anche e soprattutto personale.

Poter organizzare il lavoro a seconda delle proprie necessità, dei propri tempi e delle proprie preferenze è il sogno di tutti - e il cloud lo rende possibile.

Ovviamente non parliamo solo di lavoro: pensiamo anche all’istruzione, oppure alla formazione professionale.
Alcuni dei corsi di aggiornamento professionale Beamat, ad esempio, sono erogati online, il che significa che sono accessibili e fruibili da un qualsiasi dispositivo connesso alla rete.

Parliamo di e-learning, un altro eccellente esempio di rivoluzione avvenuta grazie al cloud e di operazioni eseguite da remoto.
Un esempio che dimostra proprio quanto e come il cloud possa essere una vera e grandissima opportunità per le vite di tutti, se utilizzato in maniera efficiente, sicura e intelligente.

Un altro grande vantaggio del cloud è l’abbattimento dei costi: i costi per le infrastrutture hardware, certo, ma non solo.
Si risparmia sui trasporti, sui tempi, sugli spazi, sui materiali necessari per svolgere un lavoro o per portare a termine un piano di studi.

Purtroppo, a livello aziendale, si risparmia anche sulla quantità di risorse umane necessarie al raggiungimento di un obiettivo di produzione.
E se da un lato questa non è una buona notizia per le risorse umane dipendenti di un’azienda, il rovescio della medaglia è che si sono creati numerosi nuovi posti di lavoro, che dovranno essere ricoperti da figure professionali nuove e innovative, generando nuove possibilità di lavoro e carriera per tantissimi nuovi profili

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I nuovi lavori del cloud

Vediamo quindi insieme alcuni esempi di lavori nati proprio grazie al cloud

Data Protection Officer e Data Security Specialist

Quella del Data Protection Officer è una figura professionale di cui abbiamo già parlato diverse volte qui sul Blog di Beamat.
Una maggiore presenza di profili e informazioni private in rete, infatti, significa anche maggiori rischi e attacchi alla propria sicurezza e alla propria identità, se tali profili e informazioni non vengono gestiti nella maniera più giusta

Ecco perché le direttive sulla privacy, soprattutto a seguito del nuovo GDPR, prevedono non solo controlli e misure di sicurezza più serrate su questo tipo di dati, ma anche una serie di precauzioni e direttive che riguardano appunto la gestione dei dati personali (che sia i propri o di terzi).

I Data Protection Officer, come tutte le altre figure professionali dedicate alla sicurezza nel cloud, come ad esempio il Data Security Specialist, hanno proprio il compito di conoscere e gestire al meglio queste procedure per la sicurezza telematica e la tutela dei dati personali in rete, che si tratti di una rete interna aziendale, di una rete pubblica come il “classico” internet che tutti utilizziamo, oppure reti professionali dedicate alla conservazione dei dati personali di un individuo, come ad esempio cartelle cliniche, oppure record legali.

Si tratta di profili professionali talmente importanti che ormai la loro presenza è obbligatoria all’interno di tutte le aziende, come anche è obbligatorio che tutti i dipendenti di un’azienda (ma anche i liberi professionisti) siano aggiornati e certificati rispetto alla tutela, protezione e gestione dei dati personali online

Digital Manager - Innovation Manager - Project Manager

In realtà queste sono solo tre delle tantissime figure manageriali nate grazie al cloud, oppure che, grazie al cloud, hanno acquisito sempre più importanza all’interno delle aziende.

Il Digital Manager, ad esempio, è colui che sa come gestire tutti i processi digitali all’interno di un’azienda o di un team di lavoro, permettendo a più processi e più realtà digitali di coesistere e trovare sinergie, proprio anche grazie al Cloud.

L’Innovation Manager non è da meno: figura professionale specializzata proprio nei processi e nelle possibilità di innovazione di un’azienda, questo manager ha come fine ultimo quello di sfruttare le nuove tecnologie e le nuove possibilità per creare maggiore produttività, ma anche migliorare il clima professionale e personale all’interno di un’azienda.

La ragione per cui abbiamo citato anche il Project Manager è che il cloud permette di creare team di lavoro sempre più vari, numerosi e complessi, che agiscono da sedi lavorative diverse, e che oltretutto hanno obiettivi sempre più importanti e difficili da raggiungere.
Ecco perché la rivoluzione telematica e digitale ha portato ad un bisogno sempre più marcato di persone che sappiano gestire tutta questa moltitudine di risorse, obiettivi, strumenti e modalità.
E da qui il motivo per cui consideriamo il Project Manager una figura professionale che, con il diffondersi del cloud, diventerà sempre più richiesta nel mondo del lavoro.

Digital Architect e Cloud Architect

Per quanto dematerializzato, anche internet ha una sua archiettura.
E per quanto possa suonare come fantascienza alla Matrix, gli architetti del web e del cloud sono sempre più richiesti.

Si tratta di figure professionali in grado di progettare sistemi di trasmissione e archiviazione dei dati che siano fluidi, vantaggiosi, efficienti e che, nonostante il carico sempre maggiore, funzionino in maniera sempre più leggera e veloce.

Sviluppatore

Molto simile al Digital Architect, quello dello sviluppatore è un profilo professionale altamente ricercato.
Si tratta di un esperto che sa come progettare e sviluppare un’applicazione e che sa renderla non solo piena di servizi e funzioni, ma anche superleggera, così che possa lavorare velocemente, senza appesantire il dispositivo su cui agisce.
Ormai tutto ha un’app, che ha proprio come obiettivo quello di rendere l’esperienza dell’utente più immediata, personalizzata e veloce.

Ecco perché si sente tanto parlare di sviluppatori, ma anche programmatori che sappiano come gestire al meglio un sito, renderlo responsivo, intuitivo, leggero e utile.

Traduttori

Questa figura professionale di certo non necessita presentazioni di sorta, ma possiamo stare sicuri che ne sentiremo parlare ancora di più di quanto non sia mai successo.

Questo perché internet e le app di cui abbiamo parlato poco fa generano un enorme vantaggio: quello di aprire ogni azienda, ogni servizio e ogni comunicazione a al mercato mondiale, rendendolo globale invece che locale.

Questa globalizzazione di servizi, applicazioni e comunicazioni prevede quindi la necessità di tradurre sempre più elementi in sempre più lingue: documenti, contratti, istruzioni, ma anche film, programmi televisivi, software, e chi più ne ha più ne metta.

eHealth

Un capitolo a parte si apre per tutte le professioni che operano nell’ambito sanitario. Si tratta di un settore che ha visto l’avvento di un’incredibile rivoluzione al suo interno, proprio grazie ad internet, alla dematerializzazione, al suddetto nuovo GDPR e alle tecnologie sempre più avanzate presenti sul mercato e che la ricerca scientifica continua a proporre ogni giorno.

In questo caso, più che di nuovi profili professionali, si parla più di nuove possibilità per chi già vi lavora, come anche della possibilità di allargare orizzonti e opportunità, sia per i professionisti del settore, che per gli utenti.

Come fare a lavorare nel cloud

Per lavorare nel cloud le possibilità sono due.
Per chi è ancora molto giovane e deve ancora decidere quale percorso accademico intraprendere, sicuramente seguire un piano di studi che permetta di diventare professionisti del settore è sicuramente la scelta migliore.

Per chi invece già è un professionista del proprio settore, allora sicuramente un corso di aggiornamento professionale è un vero must per poter aggiornare le proprie competenze e conoscenze, ed entrare a pieno titolo nel grande mondo dei professionisti del cloud.

Ovviamente non esiste un Corso in Cloud e come lavorarci, ma esistono diversi corsi di aggiornamento professionale, ognuno espressamente dedicato ad un’area o a un tipo di professione ben precisa.

Proprio per aiutarvi nella scelta, Beamat ha pensato di mettere insieme questa guida ai migliori corsi per aggiornarsi professionalmente e lavorare nel cloud.

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Per maggiori informazioni su quale corso sia il migliore per voi e su come affrontare al meglio un percorso di aggiornamento professionale, non esitate a contattare il nostro team all’indirizzo info.corsi@beamat.it

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