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Alternanza scuola-lavoro: cos’è e come funziona

Alternanza scuola-lavoro: cos’è e come funziona

Aug 17/Alice Bellini
Alternanza scuola-lavoro: cos’è e come funziona

Ormai se ne parla sempre di più ed è entrata a far parte a pieno titolo della formazione scolastica italiana. Stiamo parlando dell’alternanza scuola-lavoro, introdotta dalla legge 107 del 2015, meglio conosciuta come La Buona Scuola, e diventata obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori.

Nonostante la popolarità sempre più diffusa, sono comunque ancora molte le domande in merito a questo nuovo aspetto della formazione di ogni liceale: cos’è l’alternanza scuola-lavoro? Come funziona? A cosa serve?

Oggi cercheremo di dare qualche risposta in più a questi quesiti. Grazie ai suoi tanti e attuali corsi, Beamat è infatti, oltre che un punto di riferimento per la formazione e l’aggiornamento professionale, un centro dedicato anche proprio all’alternanza scuola-lavoro. In qualità di test center AICA, l’Associazione Italiana per il Calcolo Automatico, Beamat ha infatti la possibilità di rilasciare in tutta Italia le certificazioni AICA rispetto all’alternanza scuola-lavoro, specialmente per quanto riguarda le competenze digitali dei progetti di Alternanza Scuola-Lavoro.

AICA, infatti, insieme a Beamat, svolge numerose attività di formazione e certificazione delle competenze digitali all’interno dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, collaborando con migliaia di istituti di istruzione superiore per quanto riguarda la formazione e la certificazione della competenze digitali e di tutto quello che riguarda la Cultura Digitale.

Grazie a questa guida completa all’alternanza scuola-lavoro potrete trovare tutte le risposte di cui avete bisogno, facendo chiarezza in merito.

Cos’è l’alternanza scuola-lavoro

Resa appunto obbligatoria da La Buona Scuola, l’alternanza scuola-lavoro è un’innovazione scolastica che interessa i licei di tutta Italia e che intende fornire una formazione pratica, oltre che teorica, agli studenti che si avviano al mondo del lavoro e devono compiere delle scelte in merito al proprio futuro professionale.

Gli obiettivi dell'alternanza scuola-lavoro, infatti, non sono solamente formativi, ma anche di orientamento professionale. Grazie alla sperimentazione sul campo di quelle che possono essere le proprie attitudini lavorative, ciascuno studente sarà in grado di scoprire più a fondo quelle che possono essere le proprie ambizioni di carriera e cominciare ad indirizzare il proprio percorso scolastico e il proprio praticantato professionale proprio in tale direzione.

Un’altra delle finalità dell’alternanza scuola-lavoro è quella di combattere la disoccupazione attraverso la formazione e lo sviluppo di nuove competenze. In questo modo sarà possibile compensare il disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, permettendo ai giovani studenti italiani di cominciare a fare sin da subito esperienze lavorative da inserire nel proprio CV.

E proprio per lo stesso motivo l’alternanza scuola-lavoro si apre al territorio, facendo entrare gli studenti in contatto con quelle che sono le realtà lavorative a loro più vicine, permettendo così una maggiore informazione e consapevolezza anche rispetto a quelli che possono essere i funzionamenti e i bisogni del proprio luogo di provenienza.

Chi può offrire il servizio di alternanza scuola-lavoro

A potersi proporre come strutture dove gli studenti possono svolgere le loro ore per l’alternanza scuola-lavoro non sono solo le imprese e le aziende, ma anche le associazioni sportive, le associazioni di volontariato, gli enti culturali, come anche le istituzioni e gli ordini professionali, che possono diventare partner educativi del mondo scolastico al fine di sviluppare una collaborazione tra mondo-scuola e mondo-lavoro che porti allo sviluppo e al consolidamento delle passioni e delle attitudini di ogni studente.

Come funziona l’alternanza scuola-lavoro

Le figure di riferimento per l’alternanza scuola-lavoro sono due: i tutor interni, ovvero i docenti stessi degli studenti, e i tutor esterni, vale a dire i referenti della realtà ospitante, come ad esempio in questo caso Beamat.

In questo modo, si favorisce la comunicazione intergenerazionale, che non si limita più ai luoghi scolastici e di formazione, ma si apre anche al mondo del lavoro, dunque alla società tutta, che viene chiamata a prendere parte attiva alla formazione dei più giovani, andando quindi a rafforzare anche la comunità territoriale a livello umano e sociale.

La crescita permessa dall’alternanza scuola-lavoro è ovviamente reciproca, permettendo anche di contro ai più giovani di influenzare e innovare il mondo del lavoro attraverso nuove idee, nuovi approcci e la capacità visionaria delle menti più fresche

All’atto pratico, l’alternanza scuola-lavoro prevede un monte obbligatorio di 400 ore per gli istituti tecnici e per gli istituti professionali e di 200 ore per quanto riguarda invece i licei, che vanno a sommarsi alle ore di scuola già previste dall’ordinamento. Durante queste ore, lo studente si dovrà impegnare presso strutture professionali nell’apprendimento di una mansione lavorativa.

Si tratta di ore che possono essere svolte anche durante la sospensione delle attività didattiche, oppure all’estero, a seconda delle esigenze dello studente, che verrà ovviamente seguito e consigliato dal proprio istituto scolastico nella scelta dell’attività da svolgere e della struttura presso cui svolgerla.

Questo percorso scolastico-lavorativo si articola in moduli didattico-informativi, svolti in classe oppure in azienda, e in moduli di apprendimento pratico, che si svolgono invece all’interno del contesto lavorativo.

Perché l’alternanza scuola-lavoro anche al liceo?

Già in tutta Europa l’alternanza scuola-lavoro avveniva presso gli istituti tecnici e professionali, ma la decisione di estenderlo anche ai licei è una caratteristica tutta italiana. Anche in Germania, dove vige il sistema duale, l’alternanza scuola-lavoro avviene solo negli istituti tecnici e professionali.

Si può quindi dire che, da questo punto di vista, l’Italia sia molto più avanzata e visionaria, comprendendo l’importanza di aprire le porte di una formazione più pragmatica anche agli studenti dei licei, caratterizzati invece da un tipo di formazione prettamente teorica e troppo poco rapportata al mondo del lavoro.

Conoscenza teorica e competenza pratica devono infatti andare di pari passo per poter garantire una formazione che sia realmente consolidata e completa.

Tutti i vantaggi dell’alternanza scuola-lavoro

Per quanto, come tutte le novità, possa far sorgere molti dubbi, specialmente ai milioni di studenti che si sono ritrovati a dover impiegare dalle 200 alle 400 ore della loro vita annuale in attività professionali invece che ludiche, i vantaggi dell’alternanza scuola-lavoro sono tantissimi e, in definitiva, si tratta di un’esperienza educativa importantissima nella vita di ogni studente.

Perché l’alternanza scuola-lavoro è importante? Perché un percorso di questo tipo permette agli studenti di inserirsi sin da subito nel mondo del lavoro e di cominciare ad arricchire sin dal terzo anno delle scuole superiori il proprio curriculum vitae, cosa importantissima per i giovani italiani che, molto spesso, approdano invece al mondo del lavoro con un bagaglio teorico e culturale tra i più invidiati al mondo, ma nessuna esperienza professionale reale che li renda pronti ad affrontare il mondo del lavoro.

L'alternanza scuola-lavoro è inoltre molto utile e importante per sviluppare il senso di iniziativa e imprenditorialità dei più giovani, fornendogli sin da subito gli strumenti e le conoscenze per realizzare le proprie idee e dar vita a nuove realtà professionali, che magari siano persino in grado di innovare e aiutare il territorio e la comunità circostante.

C’è però da stare ben attenti e fare una precisazione: lo studente che si adopera nell’alternanza scuola-lavoro non è un lavoratore, ma un individuo il cui primo e unico ruolo è quello di apprendere un lavoro nella piena coerenza del percorso di studi scelto e di quelle che sono le realtà operative che possono essere adatte alle sue esigenze.

La differenza tra l’alternanza scuola-lavoro e il tirocinio

Ma allora qual è la differenza tra alternanza scuola-lavoro e tirocinio o stage? Innanzi tutto, l’alternanza scuola-lavoro non è assolutamente retribuita e non prevede nessun rimborso spese. In generale, mentre un tirocinio o uno stage possono risultare in un inserimento all’interno del personale di un’azienda, l’alternanza-scuola lavoro non prevede alcun tipo di possibilità di questo tipo.

L’alternanza è inoltre obbligatoria e fa parte del sistema didattico-formativo della scuola superiore italiana. È da considerarsi alla stregua delle ore scolastiche mattutine e, proprio per questo, rispetto ad uno stage o a un tirocinio gode di un sistema più strutturato. Il tirocinio, invece, è un semplice strumento formativo che, tranne in alcuni casi universitari, non è soggetto a nessun tipo di obbligatorietà.

C’è poi da stare ben attenti: l’alternanza scuola-lavoro non è un apprendistato, in quanto non prevede nessun rapporto di lavoro. Nell’alternanza scuola-lavoro non esiste un datore di lavoro, ma semplicemente una struttura lavorativa presso la quale uno studente può ampliare e consolidare la sua formazione.

Come si sceglie cosa fare durante l’alternanza scuola-lavoro

Lo studente e il tutor scolastico, che sarà poi il punto di riferimento per lo studente in questione durante tutto l’anno e la durata del percorso in questione, riflettono insieme su quali sono le competenze e le attitudini dello studente, individuando poi di conseguenza le aziende o le strutture ospitanti che possono essere interessanti per il ragazzo o la ragazza.

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